È successo ancora: i dati relativi a 19.000 carte di credito britanniche (Visa, Mastercard e American Express) sono finiti nel Web e diventati facilmente rintracciabili grazie alla cache di Google.
Stavolta la colpa non è di un servizio di pagamento poco attento alla sicurezza ma di un sito gestito da truffatori: all’inizio dell’anno conteneva – pubblicamente visibili – i numeri delle carte e le identità dei clienti ma è stato chiuso dalle autorità a febbraio.
Il Googlebot, però, a quel punto era già passato: quando Google si è accorta del problema ha avvisato le autorità del Regno Unito, permettendo un blocco tempestivo di quasi tutte le carte di credito. La lista, tuttavia, è rimasta visibile fino a pochi giorni fa.
La parte più seccante della vicenda è la mancanza di chiarezza: i titolari delle carte non sono stati subito informati di quanto successo, come invece sarebbe dovere delle compagnie che emettono carte di credito.
Articolo via Zeus News
