Google chiude Video, Notebook e Jaiku

Google notebookIn questi giorni Google ha annunciato la modifica o la chiusura di alcuni servizi, tra cui Google Video e Blocco Note. Questa scelta sarebbe nata dal consiglio degli analisti che a settembre 2008, in occasione del decimo compleanno di BigG, avevano sottolineato l’eccessivo “iperattivismo” della società legato a un continuo lancio di nuovi progetti e servizi e che alla lunga avrebbe potuto anche dimostrarsi deleterio sia a livello di immagine che finanziario.

La società in questi giorni ha annunciato di voler mettere la parola fine a vari servizi gratuiti online, arrivando a uno snellimento della propria offerta. Se da un lato si parla di servizi a bassa popolarità, dall’altro si parla di sovrapposizione dovuta ad altre proposte sviluppate o acquisite (è il caso di Google Video a seguito dell’acquisizione di Youtube) . La notizia appunto che ha generato più rumore è la chiusura di Google Video che, lanciato nel 2006, tra qualche mese non consentirà più il caricamento di contenuti. Di fatto Google Video era ormai diventato un doppione di YouTube, acquisito anch’esso nel 2006, e ora verrà maggiormente focalizzato sulle funzioni di ricerca multisito.

Continuando, Google ha previsto di interrompere lo sviluppo della piattaforma di microblogging Jaiku, rilasciandone il codice in open source con la licenza Apache. Dismissione in vista anche per il framework di sviluppo AJAX Mashup Editor, ormai sostituito da App Engine, e per il sito di social networking mobile Dodgeball.com.

Infine è previsto anche la chiusura di Catalog Search (poco usato per stessa ammissione di Google), che permetteva di ricercare in cataloghi acquisiti tramite tecnologia Optical Character Recognition (OCR).

Per quanto riguarda invece Google Notebook (Blocco Note) si parla di ridimensionamento del servizio:  Notebook, strumento che forniva la possibilità di condividere note, rimarrà attivo solo per gli utenti registrati.

Non è però la prima volta che Google decide di metter fine a un suo progetto: a Novembre del 2008 infatti era girato in rete l’annuncio di voler chiudere Lively, strumento lanciato a luglio e che avrebbe dovuto far concorrenza a Second Life.

Queste notizie, c’è da notare,  arrivano anche in un momento particolare: contestualmente a questa notizia infatti Google ha anche deciso di tagliare, per la prima volta, un centinaio di persone, di chiudere alcuni uffici dedicati alla progettazione in tre aree geografiche (Texas, Norvegia e Svezia) e di spostare una settantina di persone in altre location al fine di ottimizzare i costi di coordinamento nello sviluppo. Si tratta forse di crisi o di ottimizzazione per prevenire l’ondata negativa del primo semestre 2009 già prevista dagli analisti?

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